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Giuseppe LEONE


ITALIE

Giuseppe Leone est Sicilien, il vit et travaille à Raguse. A travers ses photographies principalement en noir et blanc, il raconte son pays et sa région les personnes, paysages, fêtes, d'architecture, lieux, mode…

Depuis 1973 et à ce jour - il a débuté en illustrant le volume  "La civiltà del legno in Sicilia"  d'Antonino Uccello - ses images ont enrichi de nombreux livres, catalogues et magazines d'éditeurs italiens et étrangers. Parmi les publications les plus connues : "La pietra vissuta" (1978), La Contea di Modica (1983), L'île nue (1988), Théâtre de Sicile du monde (1990), Le baroque en Sicile, (1991), L'île des Siciliens (1995), Imaginaire baroque (2006) Un long voyage d'un demi-siècle (2008), De la Sicile à l'Espagne (2009), Siciliens sur la Piazza (2010), La Sicile, l'île de la pensée (2015), Histoire d'une amitié (2015)… Il a également collaboré avec des maisons de couture célèbres, telles que Dolce & Gabbana.

Ses œuvres font l’objet de nombreuses expositions individuelles, en Italie et à l'étranger.

En savoir plus sur l’artiste : www.giuseppeleone.it


LA BELLEZZA DELLE DONNE

Giuseppe Leone è un uomo avvezzo ai profumi; profuma di mistero e delle fragranze di essenze magiche e misteriose la sua terra, la Sicilia, crocevia di culture e di popoli, così come odorano le sue immagini di donne in questa una articolata indagine sull’universo femminile che  evocano l’atmosfera incantata della femminilità.

Scrive Leone : “il mio è uno sguardo carezzevole, che ricerca la bellezza femminile nel suo vivere quotidiano; nell’incedere travolgente e nel vortice sottile dell’erotismo, ne ho colto la sensuale gestualità, le movenze che sprigionano la delicata passionalità.colte nei silenzi delle stanze mentre dormono o alla donna semplice colta in una voluttuosa danza su note che solo lei riesce a sentire.”

Giuseppe Leone decide la scena, la progetta, modo che la sua Musa, esca fuori dall’immagine e attraversi lo stereotipo della bellezza con quello stile che sottintende quella sensualità innata, quasi domestica. I suoi scatti collocano la donna sul piedistallo della consapevolezza di se stessa, inafferrabile nel mito della bellezza e della sua trasformazione degli anni. E’ una sorta di emancipazione dagli standard del successo e dall’unicum della rappresentazione che la libera dai cliché e la pone in uno spazio tempo magicamente sospeso. La passione di Leone lo porta ad interagire con il soggetto rappresentato come scultura del tempo, come accostamento nello strabiliante incanto dello scatto.

Un rinvenimento della memoria da cui cui Giuseppe Leone rielabora il proprio vissuto, come condotta auto-rivelativa volta a raccontare sé e le proprie esperienze, modelli comportamentali e simboli generazionali fino alla contemplazione del soggetto rappresentato attraverso una fotografia sospesa. Il riferimento a quello che può sembrare bello in fotografia ci appare oggi come uno stato d’animo assolutamente soggettivo ; la capacità di Giuseppe Leone è quella innescare un coinvolgimento emotivo.

L’immagine determina un cambiamento e provoca un’ emozione completamente svincolata dal relais raziocinante; è dotata di un valore aggiunto o di un surplus di senso, che consente alla percezione visiva di innescare l’emozione. Il suo profumo di donna la sua tensione lirica ci trasmettono stupefazione, l’incanto e brivido evocativo, nel poter rivivere l’intensità di un attimo che sembrava andato perso.

Giuseppe Leone è uno dei tre padri della provincia di Ragusa, rappresentante della sicilianità nel mondo, uno dei creatori di questa “prefettura inventata”, per citare LeonardoSciascia, insieme a Gesualdo Bufalino e a Piero Guccione. Se oggi gli iblei esistono nell’immaginario collettivo mondiale è grazie all’opera di questi tre intellettuali, che con arti diverse hanno raccontato questa terra. Giuseppe Leone è un fotografo di grande creatività e rara sensibilità mediterranea. «Nelle fotografie di Leone non cercate la collera né la pietà civile né l’avvampo della metafora», avverte Gesualdo Bufalino, autore delle pagine più intense sulla produzione di Leone, «bensì, istigato dall’eccellente mestiere, un colpo d’occhio avvezzo a cogliere le mimiche significanti del grande teatro umano». E ancora : «È uno, Leone, che alla Sicilia s’accosta come a un impervio corpo di donna [...] ora sfiorandola appena, ora facendole teneramente violenza; ora guardandola con finta pigrizia, come dal balcone d’una stella remota[...]».

La fotografia è un ‘esercizio di osservazione e rivela i segreti che sfuggono a volte all’occhio nudo e alla mente non colgono; una foto è l’immagine di un’idea e ogni immagine è narrazione. Ma è anche un sistema di editing visivo che permette di vedere e soprattutto, di richiamare stati e momenti che non avremo pensato. Giuseppe Leone indugia negli occhi delle negli occhi delle donne , specchio dell’anima, che trasmettono un sentimento raffinato ed esclusivo che decide l’ordine della seduzione.​

Sono le libertà modificano il tangibile che Giuseppe Leone astrae per il sentimento dell’emozione. L’estetica del bello è ciò che si sedimenta nella semantica culturale ; Giuseppe Leone nelle sue fotografie ci parla della bellezza della loro armonia; affinché possano camminare nella terra e volare nell’aria, nel visibile che guida l’emozione con la grazia e la nobiltà del ritratto. Giuseppe Leone individua una molteplicità di significati, simboli e allegorie, che traspongono la visione in una  arietà di universi traslati dove la consistenza culturale e strutturale delle immagini determina una complessa integrazione tra  modelli stilistici e lessicali. Le Protagonisti nella loro consistente estetica offrono continui pretesti all’espressione e al sentimento per un confronto a tutto campo tra raffigurazione e conoscenza.

Enzo Carli